Cani poliziotto e cani militari. Dimenticati dallo stato quando invecchiano

La polemica sui cani che prestano servizio nel Comparto sicurezza e Difesa è sempre più accesa. Questi poveri animali una volta terminato il ciclo lavorativo (circa 8 anni) , vengono letteralmente abbandonati. Spesso sono i loro conduttori ad adottarli, altrimenti non godrebbero di alcun privilegio.

Per queste povere bestie si è mosso il cocer Esercito, i sindacati di Polizia e perfino qualche politico, ma ad oggi non si è riusciti ad ottenere nulla.  Francesco Gentile, delegato cocer dell’ Esercito spinge sull”idea di un’assicurazione sulla vita dell’animale, che era stata proposta nei mesi scorsi dal Consiglio intermedio di rappresentanza del Comando logistico dell’Esercito,  nella speranza che la modifica di legge, necessaria, venisse accolta nel provvedimento correttivo al riordino dei ruoli.

Al momento non ve ne è traccia  – sostiene Gentile- e la questione resta irrisolta. Autentici eroi a quattro zampe – continua il delegato – che alla fine del servizio, vengono spesso adottati dal personale militare e dagli stessi conduttori, con i quali sul campo si è creato un rapporto speciale, ma che sono a quel punto costretti a sobbarcarsi di tutte le spese veterinarie e di assistenza.⇓



Ed è infatti proprio l’assistenza veterinaria che è finita al centro delle polemiche in questo ultimo periodo. Questi animali vengono trattati con tutti gli onori durante il servizio attivo, ma poi vengono posti nel dimenticatoio, come non fossero mai esistiti e in mancanza di un tutore, vengono perfino “soppressi”. Questo almeno è ciò che avviene nelle Forze Armate, perché a sentire i sindacati di Polizia, la situazione è ancora peggiore.

Il Siulp e il Sap di recente hanno lanciato un vero e proprio allarme anche per i cani in servizio. A quanto pare i cani poliziotto ospitati nella caserma dell’Unità cinofila Prudentino di Bologna in via della Grazia non godrebbero di tutte le cure necessarie. Ben 10 cani vivrebbero in condizioni fatiscenti.⇓



Non troviamo giusto – sostiene il Siulp- che i nostri colleghi a quattro zampe, spesso osannati quando collaborano in importanti operazioni non abbiano un luogo idoneo dove riposare e passare il loro tempo . Abbiamo scritto e incontrato il dirigente dell’Upgsp – commenta Amedeo Landino, segretario del Siulp Bologna – e abbiamo mandato una lettera al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Lombardia e Emilia-Romagna. Servono i riscaldamenti e gli spazi idonei anche per gli operatori”.

Cosa può fare il semplice cittadino

Cosa può fare il cittadino per aiutare questi animali? Vi siete mia chiesti che fine fanno i cani poliziotto? Beh a quanto pare la Polizia ha una pagina dedicata proprio  a loro. Il cane che va in pensione generalmente è affidato al conduttore con il quale ha condiviso anni di esperienze, ma non sempre il poliziotto ha la possibilità di vivere in compagnia del suo ex compagno a quattro zampe. Così è nata l’idea dell’adozione, ma rimane sempre il problema delle spese sanitarie, a carico di chi  adotta l’animale.

Quando ci sono cani disponibili, vengono inseriti in questa pagina ( clicca QUI)   Se hai intenzione di adottarne uno e sei disposto a donargli un po’ del tuo tempo ti consigliamo di visitare ogni tanto la pagina della Polizia di Stato e di compilare l’apposita modulistica.




Anche l’Arma dei carabinieri ha dedicato  una pagina ai cani  ( clicca QUI) , ma l’unico passo  dedicato a quelli posti a riposo sembra il seguente:

P.S. ricordiamo che i cani da lavoro dell’Arma (pastori tedeschi o Labrador) una volta terminato il loro servizio, poiché anziani o malati, vengono riformati e dati in dono alle persone di provata cinofilia che ne facciano richiesta alla propria Regione CC di appartenenza. Quindi per adottare un cane dei carabinieri, bisognerà rivolgersi alla propria regione di appartenenza.

Anche l’Arma Aeronautica permette di adottare i cani posti a riposo. Per farlo accedi alla pagina Adotta un cane ‘azzurro’ ( clicca QUI) oppure chiama il numero telefonico 0564445669, o scrivi a all’indirizzo: [email protected]​.

Per i cani in pensione dell’Esercito e della Guardia di Finanza non abbiamo trovato riferimenti. Pare che non esista una pagina dedicata alla loro adozione, quindi con molta probabilità è il conduttore ( il militare che ha prestato servizio con il cane) che dovrà farsi carico di adottarlo. Insomma, non esiste una legge che disciplini esattamente cosa fare con questi animali al termine del loro prezioso servizio.

Al riguardo, Wanda Ferro, parlamentare di FdI, sembra essersi assunta l’impegno di garantire ai cani in pensione l’assistenza veterinaria a carico del servizio veterinario militare. La deputata infatti ha presentato una proposta di legge recante “Disposizioni in materia di assistenza veterinaria gratuita, cura e sostentamento degli animali dell’Amministrazione della difesa non più idonei al servizio” (2196). Il disegno di legge non è ancora stato depositato, per eventuali aggiornamenti puoi visitare questa pagina ( clicca QUI).

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