Assolto il Maresciallo dell’Aeronautica accusato di aver rivelato il piano di volo di Renzi

(AGENPARL) 14 dic. 2017 – I piani dei voli di Stato non sono né segreti né riservati. Si è concluso con una assoluzione ai sensi dell’articolo 129 c.p.p. (manifesta infondatezza dell’accusa) il processo avviato nei confronti del maresciallo dell’aeronautica militare Domenico Savino, accusato di aver rivelato al Tg di La7 la notizia dell’atterraggio di emergenza al quale fu costretto, in un campo nei pressi di Arezzo il 2 marzo del 2015, l’elicottero che trasportava l’allora premier Matteo Renzi, il quale dovette poi raggiungere Roma in auto (Palazzo Chigi sostenne che l’atterraggio fu dovuto al maltempo).


Non vi è alcuna norma che disciplina la materia della riservatezza sui piani di volo. Lo avevano affermato un ufficiale dei carabinieri e uno dell’aeronautica militare, chiamati a testimoniare nel corso della precedente udienza del 30 novembre davanti al Tribunale militare di Napoli. La vicenda giudiziaria prese il via dopo che il Tg di La7 trasmise un servizio realizzato da  Flavia Filippi sull’atterraggio di emergenza, mandando in onda alcune immagini provenienti da un sistema in dotazione all’Aeronautica.

Secondo l’accusa, sarebbe stato il maresciallo dell’Aeronautica – che ha sempre respinto gli addebiti – a divulgare la notizia e le immagini. L’avvocato Giorgio Carta, difensore del maresciallo Savino, ha espresso “piena soddisfazione per la conclusione di un processo che non sarebbe mai dovuto iniziare in quanto era facilmente evincibile che i documenti asseritamente divulgati non erano segreti ne riservati, anzi i dati di volo in questione sono nella disponibilità di chiunque abbia un contratto con l’Ente che gestisce il traffico aereo civile”. Il processo conclusosi oggi segue, a distanza di pochi mesi, quello che ha già visto assolto un ‘altro militare dell’Aeronautica accusato anch’egli di aver divulgato dei piani di volo.

In que


l caso si era trattato del volo che la sera del 5 settembre 2014 porto da Ciampino a Genova la ministra Pinotti appena rientrata in Italia da un impegno all’estero. Matteo Salvini raggiunto telefonicamente da Agenparl ha dichiarato di essere “assolutamente felice dell’ assoluzione di questo eroico lavoratore che difende il paese però a questo punto qualcuno deve pagare per gli anni di sofferenza di questa persona, deve pagare per le accuse infami e qualcuno, a livello ancora più alto, deve pagare per i milioni di euro buttati via per soddisfare i vizi di qualche uomo di governo che fra qualche mese tornerà a casa. Sono contento per il maresciallo. Adesso – ha concluso Salvini – si deve andare fino in fondo e se qualcuno ha diffamato, questo qualcuno deve pagare.”




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