Accreditati 320 euro di bonus . Ora si attende il Decreto per le funzioni direttive a marescialli e ispettori

In questi giorni abbiamo preso atto del sostanziale favore manifestato da sindacati e Co.ce.r, verso l’ultima bozza di riordino in esame alle camere, dato confermato da noti sondaggi in rete. Nel frattempo sono stati accreditati 320 euro del bonus Renzi, che anticipano i ghiotti benefici contenuti nel riordino che avevano spinto molti militari a ritirare la domanda di pensione, onde percepire i benefici economici e giuridici che il riordino comporterà. Per quanto attiene ai contenuti del riordino per il ruolo ispettori /marescialli, volendo fornire solo dati ufficiali espliciteremo i contenuti della relazione presentata da Rosa Vilecco Calipari (Pd) in Commissione Difesa sullo schema di decreto legislativo recante disposizione in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze Armate.

Per i sottufficiali ed i graduati, il provvedimento istituisce il grado di luogotenente; introduce un nuovo sistema di avanzamento « a scelta, per terzi » per il grado di primo maresciallo; prevede la riduzione delle permanenze nei gradi di caporal maggiore capo (un anno in meno), di sergente (2 anni in meno) e di sergente maggiore (3 anni in meno).

Naturalmente tali benefici sono del pari applicabili agli analoghi gradi della polizia di stato e della penitenziaria. Anche per sottufficiali e graduati è prevista una revisione di funzioni e compiti con connessa revisione dei parametri stipendiali. Viene in particolare disposto che lo sviluppo della carriera del ruolo marescialli / ispettori è «direttivo». Si tratta di una disposizione importantissima in quanto permette agli ispettori ed ai marescialli di rivestire le funzioni direttive che a normativa vigente erano attribuite all’attuale ruolo direttivo iniziale (ordinario e speciale), consentendo agli ispettori un salto in avanti nella professionalità e pedissequi incrementi economici. Pertanto appaiono deleterie le critiche isolate che erano state sollevate da taluno contro la dirigenzializzazione dell’attuale ruolo direttivo per due ordini di ragioni:

In primis perché se gli attuali marescialli andranno a rivestire le attuali funzioni direttive degli ufficiali inferiori, non si poteva non consentire una crescita degli attuali ufficiali, pena l’incostituzionalità della norma;

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