“4 novembre 2019”. SIAM Sindacato Aeronautica Militare : c’è poco da festeggiare

Il laconico comunicato del SIAM “Sindacato Aeronautica Militare” sintetizza quanto sta accadendo al mondo militare dopo l’ accordo di Governo tra 5 Stelle e PD.

La legge sulla sindacalizzazione dei militari , ormai oggetto di discussione quotidiana tra le parti, dopo l’accordo di governo giallo-rosso è praticamente scomparsa dallo scenario politico. Tutto questo in barba ad una chiarissima sentenza della Corte Costituzionale, alla quale pare proprio che la politica, probabilmente spinta dai vertici militari, non vuole attenersi.



Questo ingiustificato ritardo potrebbe costare un enorme contributo in perdita di voti a chi oggi pensa di poter essere al di sopra della nostra costituzione. Una vera e propria telenovelas mediterranea che tanto aveva appassionato alti ranghi militari italiani in pensione, quotidianamente all’attacco di impavidi militari in servizio, tra politici di destra e di sinistra che cercavano ( e cercano ) di scaricare le responsabilità alla controparte.

Stiamo assistendo inerti ad una falla costituzionale senza precedenti. Sono passati 19 mesi dalla sentenza, e probabilmente saremo costretti ad assistere ad un nuovo intervento della CEDU, meglio conosciuta come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che già in passato aveva bacchettato l’Italia ed altri paesi membri dell’ Unione Europea.

Di seguito il comunicato stampa del SIAM “Sindacato Aeronautica Militare:

4 Novembre, ma non c’è molto da festeggiare.

Oggi celebriamo la festa delle Forze Armate e dell’unità nazionale.
Una festa ancora una volta monca. Perché i suoi primi protagonisti continuano ad essere privi di diritti sindacali.



Come è possibile parlare di unità quando una parte rilevante del paese è vissuta come corpo estraneo e oppressore da molti concittadini, rispetto ai quali però non gode nemmeno delle medesime garanzie sociali.
Ci auguriamo che questo sia l’ultima celebrazione che veda i militari relegati a cittadini di serie b, costretti a morire nel silenzio e nell’indifferenza generale.

Sia questa giornata l’inizio di un percorso di riscatto, che vedrà gli uomini le donne con le stellette conquistare finalmente la dignità che fino ad oggi gli è stata negata.






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